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Provenza, Vaucluse, Francia

Mont Ventoux: il Gigante della Provenza in bici

Partenza

Bédoin

Distanza

21.5 km

Dislivello positivo

1617 m D+

Durata

Mezza giornata

Difficoltà

Difficile

Periodo migliore

Da maggio a settembre

Ci sono salite che si affrontano, e c’è il Mont Ventoux, che si combatte. Visibile da decine di chilometri di distanza con la sua cima bianca che sembra un innevamento permanente, il “Gigante della Provenza” è una delle rare ascese in cui il paesaggio cambia completamente tre volte prima di arrivare in cima. È anche una delle salite più leggendarie del Tour de France, teatro della tragica morte di Tom Simpson nel 1967, la cui stele si trova a circa 1,5 km dalla vetta, sulla versione Bédoin.

Tre salite, tre atmosfere

Il Ventoux si scala classicamente da tre versanti: Bédoin (il più duro e il più frequentato), Malaucène (un po’ meno difficile ma altrettanto impegnativo) e Sault (il più lungo ma il più abbordabile, con un falsopiano iniziale). Questa guida si concentra sulla versione Bédoin, riferimento storico di 21,5 km per 1617 m di dislivello, pendenza media del 7,5%.

La salita si divide in tre atti ben distinti:

  • Bédoin → Saint-Estève (0-6 km): un falsopiano scorrevole tra garrigue e vigneti, quasi ingannevole rispetto a ciò che segue.
  • Saint-Estève → Chalet Reynard (6-15,5 km): la parte più dura, nel bosco, con pendenze che superano regolarmente il 9-10%, senza alcun tratto pianeggiante per riprendere fiato. È qui che si gioca la corsa contro se stessi.
  • Chalet Reynard → vetta (15,5-21,5 km): l’uscita dal bosco sull’altopiano lunare di pietre bianche, dove il vento può rinforzare bruscamente. La pendenza si addolcisce leggermente ma l’esposizione e il vento compensano ampiamente.

Come affrontare l’uscita

La chiave del Ventoux da Bédoin è la gestione dello sforzo nella parte boschiva: molti ciclisti partono troppo forte sul falsopiano iniziale e ne pagano il conto tra l’8° e il 15° chilometro. Un rapporto compact (minimo 34x28) non è un lusso, anche per scalatori esperti. Parti con almeno due borracce piene: non c’è alcun punto acqua tra Bédoin e il Chalet Reynard, situato a due terzi della salita, dove potrai riempire le borracce e fare uno spuntino.

Il vento è il fattore più imprevedibile del Ventoux. Il maestrale può soffiare a oltre 90 km/h in vetta anche in una giornata calma a valle — una giacca antivento comprimibile nella tasca posteriore non è mai superflua, soprattutto per la discesa, che può essere gelida anche in piena estate.

Quando salire

La strada è generalmente chiusa dalla neve da fine novembre ad aprile. La finestra migliore va da maggio a settembre, con una preferenza per giugno e settembre per evitare il caldo opprimente di luglio-agosto nella parte boscosa, dove l’ombra manca crudelmente a partire dal Chalet Reynard. Una partenza mattutina permette di evitare sia il caldo che il traffico automobilistico, più denso a tarda mattinata.

Buono a sapersi

Bédoin, ai piedi della salita, è un ottimo campo base: diversi noleggiatori di bici, ristoranti abituati a ciclisti affamati, e un accesso rapido ai tre versanti del Ventoux se vuoi concatenare le salite su più giorni. Il paese merita una deviazione anche per il suo mercato provenzale del lunedì mattina.

Come arrivare a Bédoin

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Dove dormire vicino a Bédoin

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Attrezzatura consigliata

Domande frequenti

Qual è il versante migliore per salire il Ventoux?+

I tre versanti classici sono Bédoin (il più duro e il più frequentato), Malaucène (leggermente meno difficile ma altrettanto impegnativo) e Sault (il più lungo ma il più abbordabile, con un falsopiano iniziale). Questa guida si concentra sulla versione Bédoin, riferimento storico.

Il Mont Ventoux è pericoloso per il vento?+

Sì, il maestrale può soffiare a oltre 90 km/h in vetta anche in una giornata calma a valle. Una giacca antivento comprimibile nella tasca posteriore non è mai superflua, soprattutto per la discesa, che può essere gelida anche in piena estate.

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