Il Canal de Nantes à Brest, completato nel 1842, attraversa la Bretagna interna da est a ovest per circa 330 km, in gran parte tramite fiumi canalizzati (l’Erdre, l’Isac, l’Oust, il Blavet, poi l’Aulne). Il sentiero di alaggio che lo costeggia quasi integralmente ne fa una delle più lunghe traversate in bicicletta interamente sicure di Francia — e una delle più facili, grazie a un dislivello quasi nullo.
Un itinerario costruito per aggirare il blocco navale
A differenza de La Vélodyssée, che costeggia la costa atlantica, il Canal de Nantes à Brest taglia direttamente attraverso l’entroterra bretone. Il tracciato fu deciso sotto il Primo Impero per offrire un collegamento interno sicuro tra Nantes e Brest, i due grandi porti militari dell’Atlantico, in un’epoca in cui la Royal Navy britannica rendeva rischiosa la navigazione costiera. Il canale ha da allora perso ogni uso militare o commerciale, ma il suo sentiero di alaggio, le sue chiuse e le sue case dei chiavicari testimoniano ancora questa storia.
Tra Nantes e Carhaix-Plouguer, il tracciato è rigorosamente identico a quello de La Vélodyssée, che percorre lo stesso sentiero di alaggio su questo tratto (vedi le tappe Nantes-Redon, Redon-Pontivy e Carhaix-Pontivy de La Vélodyssée per il dettaglio di questo tratto comune). È a Carhaix che i due itinerari si separano: La Vélodyssée parte verso nord per raggiungere la Manica a Roscoff, mentre il Canal de Nantes à Brest prosegue verso ovest, lungo l’Aulne canalizzata, fino alla rada di Brest.
Non serve fare tutto d’un colpo
Come per ogni itinerario di questo tipo, la traversata completa si suddivide naturalmente in tratti di pochi giorni. Il tratto Josselin-Pontivy, corto e ricco di patrimonio (castello di Josselin, architettura napoleonica di Pontivy), costituisce una buona introduzione per un weekend. La porzione finale Carhaix-Châteaulin-Brest, meno conosciuta e nettamente meno frequentata del tratto condiviso con La Vélodyssée, sedurrà i ciclisti in cerca di tranquillità.
Come affrontare l’uscita
Il sentiero di alaggio, generalmente piatto e lontano dal traffico, si adatta a un ampio pubblico, dalle famiglie con bambini ai cicloturisti più esperti in cerca di un itinerario rilassante. Le chiuse, regolarmente distanziate, scandiscono naturalmente il percorso e offrono buoni punti di sosta.
Pensate alla logistica dei bagagli se percorrete più tappe consecutive: diversi noleggiatori lungo il canale propongono borse e talvolta un servizio di trasporto bagagli da tappa a tappa.
Quando partire
Il periodo ideale va da aprile a ottobre. Il clima oceanico bretone resta variabile tutto l’anno: meglio prevedere una protezione contro la pioggia qualunque sia la stagione scelta.
Buono a sapersi
Il canale attraversa diverse città ben collegate dal treno (Nantes, Redon, Pontivy), il che permette di raggiungere o lasciare l’itinerario in punti diversi senza dover tornare al punto di partenza — una flessibilità apprezzabile per un itinerario di questa lunghezza.